Eventi Stagione 2010/2011

Formula SAE Italy 2011-Varano dè Melegari

5 settembre ore 9, Autodromo Riccardo Paletti, Varano dè Melegari: gara di Endurance.
La MVG4 è lì, sulla linea di partenza, coraggiosamente con le gomme da asciutto su una pista mezza bagnata.
Dopo tre giorni infernali, preceduti da mesi infernali, tutto ciò può rappresentare una vittoria.

I tre giorni suddetti iniziano la sera del 1 settembre con l'arrivo del team, con puntualità svizzera, all'autodromo.
Sistemazione box e ultimi ritocchi alla macchina in vista dell'ispezione tecnica del giorno dopo.
L'ispezione tecnica appunto...a posteriori si può dire che un esame di Macchine a Fluido 2 a confronto sembra una passeggiata di salute: i giudici si armano di microscopio e si affannano a trovare tutte le anomalie regolamentari sfuggite all'occhio del team. Nulla di irreparabile, un pomeriggio di lavoro è sufficiente per mettere a posto le cose; i guai arrivano alla seconda ispezione, il giorno dopo, durante la quale i giudici ritengono inadeguato un telaio che 24 ore prima era adeguato. Anche qua pazienza e forza d'animo (oltre al materiale e attrezzi prestati gentilmente dagli amici di Roma e Pisa) rimettono la situazione in carreggiata, con l'unico rammarico di non aver avuto tempo di testare la macchina nel circuito di prova. In tutto ciò, piccolo particolare, tra una saldatura e l'altra, si svolgono le prove statiche quali Cost Event, Business Plan, e Design Event.

Il terzo giorno si presenta parecchio impegnativo: il menu della mattinata prevede l'ennesima ispezione tecnica, prove statiche (tilt test e noise test), prova di frenata e le prime due prove dinamiche di Acceleration e Skid Pad. La prima scivola via tranquillamente (dopo aver rifatto mezza macchina, era il minimo), tilt test e noise test anche senza problemi, ma quando il pilotateamleader Gianpiero si accinge a effettuare il brake test, Giove Pluvio decide di inondare il circuito con un acquazzone torrenziale. Il che porta ad una perdita di tempo per il cambio gomme e prova effettuata (con successo!) in condizioni proibitive; il tempo passa veloce e l'idea di partecipare alle prime due prove viene vanificata dallo zelo dei giudici che ritengono non regolare lo schieramento avvenuto fuori tempo massimo, piuttosto che le condizioni della pista ormai adatta ad una gara di sci nautico.

Si ritorna al box puntando il prossimo obiettivo: la gara di Autocross, in cui la MVG4 potrà mettere in mostra il suo potenziale. Potenziale che emerge già nel pomeriggio durante le prova nell'area di pratica, dove Martino e Gianpiero, mentre Giove Pluvio è in pausa caffè, mostrano ai presenti che quella macchina non ha fatto 800 km di autostrada solo per passare le ispezioni tecniche, ma che corre, eccome se corre, e che il divario con i top team da centinaia di migliaia di euro di budget, non è così ampio come previsto. Quando tutto sembra andare per il meglio, dopo una modifica all'assetto che rende la macchina ancora più performante, un improvviso problema meccanico costringe il team ad un cambio di programma: corsa al box, e tentativo di mettere nuovamente i cerotti alla MVG4. Tutto ciò comporta, ovviamente l'annullamento della prova di Autocross.

Ma la MVG4 è nata per correre e lo deve dimostrare. Il giorno dopo c'è l'ultima chiamata, la prova di Endurance e la macchina deve essere lì a tutti i costi.
Giove Pluvio non è d'accordo e decide di mettere nuovamente i bastoni fra le Bridgestone, buttando acqua fino ad inondare il box. Ma il Polibacorse non si ferma; grazie ancora all'aiuto di svariati team (Firenze, Graz, Karlsruhe e il loro eccezionale saldatore TIG) e a quintalate di mentalità e tenacia, la sera stessa la macchina è pronta per affrontare l'ultima prova.

L'Endurance vede il team partire per primo in un circuito al limite tra asciutto e bagnato (Giove continua la sua battaglia personale innaffiando il circuito durante la notte), tra lo stupore di chi, tra gli addetti ai lavori, era presente il giorno prima presso practice area. Si opta per le Slick e si parte con Gianpiero alla guida. Seppur con il freno a a mano tirato (metafora, sia chiaro) per le condizioni della pista, Gianpiero percorre i primi giri in grande scioltezza, ma la sorte decide ancora di fermare il team quando ci si avviava quasi al cambio pilota.
Nuovo problemino tecnico, macchina costretta a fermarsi e fine dell'avventura.

Alla fine la classifica dirà che il team è a ridosso della metà e ciò aumenta il rimpianto per ciò che poteva essere se fossero state effettuate le altre prove dinamiche. Ma la parte mezza vuota del bicchiere è utile solo al Flunky Ball, quindi dall'altra metà si evince che le potenzialità e la base per fare bene ci sono tutte e che nel 2012, prima della fine del mondo, il Polibacorse farà sentire il ruggito del proprio leone.

P.S. Capitolo ringraziamenti: a tutti i team che ci hanno dato una mano oltre che a qualche pezzo di ricambio (si farebbe prima a citare i pochi che non lo hanno fatto), agli amici degli altri team italiani, agli amici del Rennteam Stuttgard, vicini di box (guarda caso alla fine hanno vinto), che hanno sopportato il costante rumore di trapano, flex e imprecazioni provenire dall'altra parte della cassettiera (per sdebitarci gli abbiamo concesso uno scambio di maglie del team), agli amici di Monaco per la birra che abbiamo scambiato con biscotti e pasta Divella, alle infermiere del circuito alle quali abbiamo reso le giornate meno noiose.